mercoledì 16 agosto 2017

Prime lezioni dalla Svezia: sto imparando....

15 giorni sono ancora pochini, ma ho incominciato a capire una serie di cose
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Camminare in città, muoversi in autobus o in metropolitana, sono uno sport nazionale qui... e devo dire che mi piace assai
Lo shopping ha tutto un altro sapore... siamo in Europa questo è chiaro (negozi mille volte più belli che nella mia amata California... spiace ma lo Standford Shopping Center non manca affatto)
Gli uomini, oltre ad essere nettamente fighi per una buona percentuale, sono in completo o con giacca e camicia.... come piace a me, non in pantaloncino corto svaccato e t-shirt con disegni improbabili, forse sono anche più fighi di quel che sono perché sono vestiti bene??? (l´andazzo svacco del´homosiliconvalleysiliconvalley passerà di moda prima o poi?)
Nei supermercati si trova di tutto e di più e forse non dovrò neanche più mettere i dadi da brodo in valigia (certo è questione di prospettiva, forse chi ha visto solo il qui, cioè Stoccolma, trova che manchi qualcosa.... per chi come me ha visto l´aldilà del mare  e oltre... beh sembra il bengodi, poi aprono anche Eataly , cosa posso desiderare ancora??)
Il sole esiste anche qui e può essere caldo come quello californiano (so già che qualcuno leggedo questa affermazione penserà che a dicembre non farò tanto la furbetta....)
Alle nove di sera, anche alle 10, le 11.... c´è gente in giro, i locali sono pieni, nei ristoranti si può cenare... (solo chi ha visto la desolazione di Los Altos alle 8:30pm può capire il mio entusiasmo....)
Se piove ci sono mille opzioni al coperto, tra musei e centri commerciali bellissimi. ( quando farà freddo diventeranno casa)
I trasporti pubblici funzionano benissimo, sono puntualissimi ma costano uno sproposito assoluto (sarà per questo che tutti camminano, anche perché pare che il popolo svedese sia un po' simile al genovese, di braccino corto)
Le donne delle pulizie sono cosa rara, ma non mollo... (per par condicio, uomini e donne si dividono i lavori di casa in modo equo...., noi facciamo fare a terzi, è equo mi pare?)
Come mi diceva ieri una mamma americana della scuola, la lingua è ostica soprattutto nella pronuncia: loro scirvono coca e leggono sprite.... per intenderci
Gamla Stan (la città vecchia) è zeppa di turisti, sembra che vadano in giro solo lì.ed è zeppa di simil trattorie italiane, chissà perché...
Gli svedesi sono molto friendly, ma hanno l´aria più sincera degli americani... speriamo non mi smentiscano con il tempo (boh a quanto pare sembra che dipenda molto da quanto sono svedesi con orizzonti ampi e magari esperienze di vita fuori dalla Svezia... allora voglio solo questi!)
Gli scorci die villaggi svedesi affacciati sul mare con casette di legno e pontile con barca incoroporata dei libri di Camilla Lakberg esistono davvero, non se li è inventati. (in uno degli ultimi che ho letto parlava di Stoccolma e della gioventù dorata di Östermalm che si ritrova in ristoranti e locali alla moda... tutto vero)
Il mio forno fa veramente schifo e continuerò a rimpiangere il vecchio (invece le placche a induzione mi hanno piacevolmente sorpresa)
Invece il mio nuovo frigo è fighissimo, ha tanti tuperware incorporati tutti belli incastrati nella porta del frigo, non so se sia un modello svedese, nordico o di ffuso ma mi piace
Ci sono delle spiagge anche in città, ma devo ancora trovare la piscina... non dispero (sarà dura però  dovermi asciugare i capelli, ma penso che non avrò scelta)
Le manicure possono essere anche uomini.... prima manicure oggi e prima manicure con manicure boy, not to bad ( anche qui sembra che l´attività manipedicure sia monopolio asiatico con tendenza vietnamita, il vantaggio è che avendo già dovuto sforzarsi per imparare un po´ di svedese, l´inglese non è pervenuto e mentre ti fanno le mani e ti pittano i piedi non devi fare conversazione!)
Le vie hanno dei nomi da stracazzola, in amici miei ci sarebbero andati a nozze.
non ci sono limiti al biondo, ho incrociato tonalità di biondo mai viste nelle mie vite precedente.
Al consolato italiano sono talmente gentili che Federica mi ha mandato un messaggio chiedendomi se ero sicura che fosse veramente un consolato italiano...
Gli uffici pubblici sembrano funzionare benissimo, gentili, all´ascolto e .... fantascienza?
Il pane è straordinario, hanno una quantità di tipi diversi da far impallidire il resto del mondo, e al ristorante te lo servono accompgnato da una specie di burro da togliersi la fame....
Anche le patate sono declinate in mille modelli, competizione dura con i francesi!!
Qui le Tesla sono dei taxi (fa molto Silicon Valley)
Il rapporto del pedone con il semaforo rosso e conflittuale, proprio non ce la fanno ad aspettare il verde se non ci sono macchine in vista (parlo dei pedoni ovviamente!).
Direi che è tutto per ora.... torno a studiare !😂

lunedì 14 agosto 2017

Scopriamo Stoccolma: primo step....l´isola di Djurgarden e alcune delle sue attrazioni

Gli svedesi da quando il sole incomincia a fare capolino riscaldando anche tiepidamente e le giornate si allungano fino a diventare quasi eterne, amano vivere all´aria aperta... in realtà l´impressione è che amino comunque star fuori indipendentemente dal calore e dalla luce... anche d´inverno sfidano la neve che può anche cadere abbondante in città e girano allegramente!
Per me ovviamente abituata al clima californiano sarà forse dura girovagare al freddo e al gelo, ma di certo questo atteggiamento di vivi lo spazio che ti circonda, clima a parte, mi piace molto.
Stoccolma offre tantissime opportunità di vita all´aria aperta,parchi, spiagge cittadine, viali splendidi, piazze animate,  di giorno come di notte, e appunto in periodo estivo con la luce per gran parte della notte, la tendenza è uscire, uscire e ancora uscire.
Due week end svedesi al nostro attivo, il secondo con tempo più clemente del primo, dove ci siamo rifugiati al Vasa Museet per ripararci dalla pioggia in abbondanza. Tra l´altro fortemente consigliato per chi visita la città, soprattutto con dei bambini e ragazzi. Il Museo conserva una nave da guerra che affondoò nel porto di Stoccolma dopo aver percorso un centinaio di metri il giorno del suo primo viaggio nel 1628. La nave protetta dalle acque poco salate del mar Baltico, che ne hanno permesso la conservazione, è stata riportata in superficie a metà 900 ed è stata restaurata in modo sublime offrendo al pubblico un prezioso tesoro da ammirare oltre a tutta la storia che ne fa da contorno. (https://www.vasamuseet.se/en). Tra l´altro se dopo aver visitato il museo si va a passeggiare a Sodermalm nella zona lungo il mare che va verso il museo della fotografia, sembra di entrare in un villaggio che ricorda quello ricostruito nel museo, casette di legno colorate che ci riportano indietro nel tempo.
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Il museo di trova sulla splendida isola di Djurgarden, dove tra l´altro ha sede l´ambasciata italiana e l´annesso consolato (la bandiera italiana svetta sull´ambasciata e si affaccia sul mare, indirizzo sempre utile per chi fosse di passaggio in città e avesse un problema, e per spezzare una lancia a favore dei servizi consolari, veramente gentilissimi, cosa non sempre di casa...).
Sulla stessa isola ci sono diverse attività da fare, perfette con dei bambini.

Per il nostro secondo sabato svedese, coperto ma non piovoso, siamo tornati sull´isola e ci siamo immersi in una delle attività primaveroestive adorate dagli svedesi, il parco dei divertimenti di  Gröna Lund. Non solo un luna park, ma un punto di ritrovo per week end e serate all´aria aperta, i teens di Stoccolma ne fanno un punto d´incontro, ci si puo ritrovare tra amici e in famiglia a bere una birra e ascoltare uno dei tanti concerti, senza mai mettere i piedi su un´autoscontro! Fondato nel 1883 questo bel parco gode di una vista sensazionale su Sodermalm, di fronte e sul porto di Stoccolma... 
per me questa vista circondati da un´atmosfera festiva vale da sola un giretto, tanto più che non è necessario pagare l´accesso alle attrazioni, basta prendere una carta di accesso al parco, utilizzabile sempre (ingresso gratuito sotto i 6 anni e sopra i 65).https://www.gronalund.com/en/
 Dopo aver visitato il Museo Vasa o aver approfittato di un giretto di giostra ci si  può spostarsi a Skansen, il più antico museo all´aperto del mondo con annesso zoo (altri musei analoghi in europa e negli Stati uniti sono stati chiamati Skansen proprio con riferimento al museo di Stoccolma). Qui si può visitare una riproduzione fedele di villaggio ottocentesco con gli artigiani intenti in lavori d´altri tempi. http://www.skansen.se/en/this-is-skansen
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Altra attrazione degna di nota su quest´isola verdissima, utile in caso di pioggia, o come pausa rinfrescante, perché anche a Stoccolma può far caldo!
il Nordiska Museum  il più grande museo di Svezia consacrato alla storia e alla cultura svedese, utilissimo per scroprie qualcosa di più di questo affascinante Paese di cui poco si studia sui libri di scuola. L´edificio che lo ospita è veramente molto bello, sembra un castello rinascimentale, pur essendo nettamente più recente
, costruito nel 1907 .https://www.nordiskamuseet.se/
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a dimenticavo sull´isola c´è anche il museo dedicato agli Abba, il famoso gruppo Pop svedese.... per gli appassionati!

domenica 13 agosto 2017

Vikten av att tala det lokala språket (l´importanza di parlare la lingua del posto)

Che effetto strano vivere in un Paese in cui anche leggere un´etichetta diventa un´impresa... era dai nostri tempi giapponesi che non provavo la strana sensazione di non capire nulla, con una bella differenza adesso, non mi si legge in faccia che sono straniera. Almeno a Tokyo si capiva subito che io era una gaijin e nessuno si aspettava che mi esprimessi in lingua nipponica, le mie poche frasi erano anzi prese con grande entusiasmo, forse ancor più enfatizzato dal fatto che nessuno si aspettasse nulla da me, straniera che ero. Qui tutto è diverso, qui di primo acchito mi scambiano per una di loro e tutte le volte tiro fuori la faccia da allocca e il sorriso più bello, seguito da un sorry che apre automaticamente le porte al loro inglese fluentissimo... ma al primo approccio svedese è... ed è abbastanza chiaro che un´ infarinatura ci vuole eccome, se non tanto per parlare almeno per leggere indicazioni e etichette, o per mavigare sui loro siti spesso solo in svedese, o per capire le loro email, se non ne dettaglio, nel generale, senza per forza ricorrere a google translate.
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Oggi vado alla posta, o ad una specie di posta in cui si ritirano i pacchi (qui devo aprire una parentesi, per me che arrivo dal Paese in cui tutto viene allegramente depositato davanti alla porta di casa, che sia il pacco di Amazon o la spesa fresca di giornata, essere passata al Paese in cui non solo non c´è Amazon -di per sé già terribilmente doloroso- ma in cui il pacco devi andartelo a ritirare nell´ufficietto adibito al ritiro, beh è un passaggio traumatico), arrivo alla posta con i duecento sms in svedese stretto ricevuti, dai quali capivo che i pacchi erano arrivati, ma nulla più... tipo analfabeta metto il mio telefonino sotto gli occhi del tipo genitlissimo dicendogli che non capisco e, in poche parole, che se la sbrogli. La grossa fortuna è che comunque tutti ma proprio tutti parlano un inglese perfetto, e questo è ciò che frega e spinge a pensare che lo svedese non serva e si possa vivere qui senza, falso!
In modo diverso dal Giappone, in cui il ginglish (il misto inglese giapponese che più si avvicina all´inglese di cui i giapponesi  fanno uso) era abbastanza ostico da capire e solo una piccola parte della popolazione lo parla... quindi lì non c´era storia anche per comprare il pane un´infarinatura era necessaria e così mi sono appliccata almeno per imparare a formulare le domande di prima necessità, con la capacità di capirne minimamante le risposte almeno quelle senza varianti sul tema. I giapponesi se ti sentono minimamente rispondere in lingua vanno in estasi e se anche dichiari a gran voce, in giapponese ovvio , che in realtà non parli, loro pensano che il tuo sia un peccato di modestia e partono in monologhi entusiasti. In Svezia per altri versi non masticare neanche un briciolo di svenska ti rende un po´ un handicappato sociale, se non appunto nel dialogo nella percezione delle cose che ti stanno intorno, che vanno dalla bottiglia di latte (scremato, non scremato?) all´annuncio della fermata successiva (adesso ho imparato che è nästa stopp +la fermata, ma non sempre è facile capirne la pronuncia).
Insomma se in Francia, India e Stati Uniti ho goduto di un certo confort linguistico, qui torno un po´ indietro di 12 anni e con molta umiltà mi piego all´ignoranza, tornerò sui banchi il che poi alla fin fine non è un male, per me immergermi in un Paese vuol anche dire capirne un po´ le strutture linguistiche, che possono svelare sfaccettature varie, così come di fondamentale importanza è la sua letteratura, ma per quello ho già un po´ di vantaggio perché ormai da anni adoro e divoro autori svedesi! (grandiosa scoperta in data Camilla Lakberg, incredibile scrittrice di fiction in clima puramente svedese, la consiglio).