domenica 10 dicembre 2017

Natale come dentro un catalogo Ikea!

Ci siamo, siamo ormai  in pieno ritmo natalizio e gli svedesi sono veramente bravi nel creare l´atmosfera giusta: sono sicura che quando sarà il momento di lasciare la Svezia ci porteremo sicuramente via un po´ di queste tradizioni che ci piacciono già (non solo glögg e prosiutto al forno !)
Le luci natalizie a Stoccolma sono accese ormai da tre settimane, dicembre e le sue giornate sempre più corte, passerà quasi inosservato con tanto illuminarsi... i balconi sono addobbati a festa esattamente come a Los Altos le lucine brillavano per tutto il mese sui tetti delle case.
Le stelle di Natale, adventsstjärna, sono sospese alle finestre delle case, bianche, rosse, argentate, di dimensioni varie, illuminano le lunghe notti svedesi che ci fanno accendere la luci già all'ora di pranzo, portando calore e allegria.
Dietro le finestre di ogni casa i candelabri a 4, 5, 7 braccia, adventsstake, di materiale vario, elettrici o con candele scandiscono l'avvicinarsi del Natale.
L'adventsjusstake  con delle vere candele da il ritmo, 4 candele da accendere una dopo l'altra nelle 4 domeniche dell'avvento. Si arriverà al Natale con 4 candele di misura diversa, che formeranno una scaletta luminosa simbolica e suggestiva.

Il Julbocken di paglia o di qualsiasi materiale da posare sul camino, sulla finestra ai piedi dell'albero o anche appeso come decorazione, unica decorazione che manca all´appello in casa nostra!
Il calendario dell'avvento, Julkalendar, di qualsiasi stile e colore.
I dolcetti natalizi tipici, alla cannella, allo zafferano, di forma diversa, da offrire, esporre divorare. Lussebullar, lusssekatter, polkagrisar...( quelli allo zafferano proprio non mi piacciono ma non lo dico a nessuno!)
Le casette pepparkakor, da costruire, decorare e alla fine divorare.
Il babbo Natale tipico svedese Jultomte con il suo nasone e la faccia simpatica mezza coperta dal cappello.

E poi ovviamente l´albero decorato e illuminato, le belle ghirlande da appendere alle porte  di casa per mettere allegria già varcando la porta!
E dulcis in fondo, il Julbord, il pantagruelico pranzo natalizio sotto forma di buffet,  dove si parte dalle arringhe in tutte le salse, accompagnate da una specie di grappa di queste parti detta snap.Si passa attraverso salmone cotto e crudo, ci si incontra con paté, insalate di cavolo rosso e pani vari per poi atterrare sui piatti caldi, dove il julskinka, il prosciutto di Natale, gioca la parte del leone, ovviamente accompagnato dalle famosissime polpette svedesi. Dicembre è un susseguirsi di Julbord con gli amici, con l´ufficio, per provare, e il tutto culminerà in quello del 24 sera in famiglia.


Altro protagonista assoluto di questo periodo di festa il glögg, vino rosso aromatizzato con spezie tipo cannella, che si beve caldo, spesso serivito con mandorle e uvetta.



martedì 5 dicembre 2017

Turista per un giorno...

Oggi mi metto nei panni del turista, quello che arriva in Italia per godersi tutto il bello mondialmente conosciuto di cui il nostro Paese è ricco.

Eccomi atterrare a Milano Malpensa, mi sono goduta al passaggio una vista mozzafiato sulle Alpi innevate e baciate dal sole. Le aspettative ci sono tutte.
Volo senza storia, scendo piena di entusiasmo ma mi scappa la pipì! Prima tappa alle toilette, le prime sono impraticabili , nelle seconde la pipì si può fare, il lavandino però è fuori uso, pazienza per lavarmi le mani ne scelgo altre, qui tutto funziona, la pulizia però è sommaria, faccio come posso per evitare di appoggiare borsa e giacca... viaggiando spesso sono diventata abile come contorsionista.
Ho fame, sveglia all'alba, un caffè veloce, ho voglia di un buon espresso. Cammino e intorno tutto è di uno squallore disarmante, non quell'immagine di Italia che mi sarei aspettata ( come turista, non io io, ormai prendo il buono che c'è e cerco di bypassare il resto). C'è un baruccio , ovviamente mi danno del tu, ma io son turista, vengo dall'estero e al limite non me ne rendo conto ( io io però si è mi viene l'orticaria... E pensare che ho rotto abbondantemente pur di inculcare l'uso di  un buongiorno signora alle mie ragazze... Son fuori moda). L'Espresso è mediocre... Mi cade un mito ormai, ma da anni, il caffè nei bar italiani è sempre peggio! Con il mio caffè cerco un tavolino, c'è l'imbarazzo della scelta, unico neo trovarne uno pulito è un'impresa disperata. Bere il mio caffé tra le briciole dei 10 avventori precedenti, francamente, non mi alletta. Mi rassegno e mi siedo, è l'una, chissà se qualcuno passerà uno straccio su questi poveri tavolini prima di cena?
Raccatto le mie cose ed esco. Ho 40 minuti di attesa ma onestamente non vedo l'interesse di aspettare all'interno in un'atmosfera da sala d'aspetto della mutua. Ho un pullman da prendere direzione Torino. Vengo approcciata più volte con offerta di potenziali taxi che declino. Ricevo en passant una serie di occhiate da maschi che evidentemente non sanno come orientare i loro ormoni, e devo dire che non sono al massimo della forma, sveglia dalle cinque, nessun trucco, insomma niente che può invitare all'approccio... Ma benvenuta in Italia, se sei donna e io uomo ti passo al dettaglio, figa o cesso che tu sia.
Mi avvicino alla pensilina, il mio pullman è indicato alla sei, ma in realtà è la quattro, almeno sono vicine. Attendo. Nessuno da indicazioni, parlo italiano per fortuna ( come pochi turisti direi) altrimenti sarei morta.
La Torino-Milano è tristanzuola, soprattutto a novembre. Aspetto con ansia l'arrivo a Torino.
Stazione dei pullman, corso Bolzano. Mi avvio a piedi, l'aria è freschina, cammino sul marciapiede, osservo i palazzi alcuni tirati a lucido altri sporchi e pieni di tag, che peccato... Il marciapiede è cosparso di cicche, la cosa mi colpisce. Cartacce un po ovunque, macchine parcheggiate alla rinfusa che bloccano le strisce pedonali, per fortuna sono abile, non ho passeggino e mi destreggio nel passaggio.
Non capisco cosa facciano i vigili urbani in queste situazioni di inciviltà, francamente inammissibile, lo so che è così ovunque in Italia è più si scende al sud più le regole di civiltà stradale sembrano liberamente interpretate!
 La città è splendida non c'è dubbio. Le luci di Natale la illuminano in modo piacevolissimo. Mi gusto un caffè con panna per recuperare energie e proseguo nelle vie del centro... C'è qualcosa che non mi convince, città elegante in declino, negozi vuoti, belle vetrine, clacson di auto che cercano di passare dove non devono, tantissimi mendicanti installati ovunque, chi solo, chi in compagnia di un animale con gli occhi tristi. Cammino ed evito di trascinare il mio trolley nei laghetti di pipì che padroni irrispettosi hanno lasciato fare contro i muri di storici palazzi...
Cammino e capisco che quella che manca è l'educazione, l'educare gli individui al rispetto. Il rispetto delle toilette dell'aeroporto, delle bellezze che l'Italia ci regala, degli spazi comuni... Un po di senso civico per ridare un tono a questo nostro sgangherato Paese... Incominciando da bagni pubblici !

giovedì 30 novembre 2017

Da una parte all'altra del mondo!

Un mese fa volavo a New York a respirare un po' delle mie ragazze, con quel sentimento misto di casa un po' là oltre oceano, un po' qui nella vecchia Europa, in questa Stoccolma che ha saputo subito conquistarmi e che in questi primi quattro mesi non mi ha mai delusa. Oggi volo a Torino, la mia città, una di quelle toccate e fuga che posso regalarmi ogni tanto da quando non sono più dall'altra parte del mondo. Più rilassante arrivarci senza un eterno volo sulle spalle e nove ore di fuso a stordirti per i primi momenti.
Volo a Torino là dove una parte del mio cuore è rimasta, dove ho radici profonde, dove m sentirò sempre a casa nonostante tutte le case accumulate.
Quelle radici lì mi fanno sempre compagnia e ogni tanto è bello recuperarle, affondarci il viso, respirarne l'aria.
New York, Stoccolma, Torino, mondi di affetti che si intrecciano, sentimenti che si abbracciano. Una città in cui non ho mai vissuto, la prima, ma che sento un po' mia, con quell'appartamentino in cui posare le valigie e quelle sue splendide donne in divenire che ormai la chiamano casa. Una città, la seconda, che rapidamente ho sentito parte di me, di cui mi sono innamorata nonostante delle ore di luce ormai ridotte all'osso e un freddo pungente. Una città, la terza, in cui sono nata, cresciuta, mi sono innamorata e sono diventata sicuramente in parte l'adulto che sono... Il resto del mio essere poi è stato un lavoro di squadra di tutti gli altri posti che ho chiamato casa.
Torino la mia città, quella che conosco ma che a volte non riconosco.
Torino con i miei ricordi di giardini, pedalate in bicicletta, corse a perdifiato.
Torino con i libri il vocabolario di latino sotto il braccio e la cartella pesante.
Torino e le serate in birreria a cercare di diventare grandi.
Torino che mi fa arrabbiare, strade sporche, aria mesta.
Torino che mi rende orgogliosa, bella e austera.
Torino e i suoi mercati.
Torino e il mio primo bacio.
Torino con quegli amici con i quali non serve neanche spiegare, dire, parlare.
Torino fatta di strade mischiate di ricordi.
Il mio passato è Torino.
Metà vita, poco più.
Da lì sono partita un bebè nella pancia, un groppo in gola.
Li ritorno sempre con gioia a respirare affetti profondi, il tempo di una vacanza.
Negli anni ho imparato a ripartire serena dalla mia città verso le altre mie in cui ho costruito casa. Non ho più un groppo in gola ma la consapevolezza della fortuna che ho ad avere sempre un mondo intenso di affetti che mi aspetta e che è stato capace di lasciarmi partire verso altri mondi che hanno saputo accogliermi con calore.
Questo vuole dire essere cittadini del mondo e sentirsi a casa ovunque? Forse si!